LIVELLI ESSENZIALI DI  ASSISTENZA

Il 23 febbraio 2002, con il DPCM 29/11/2001 sono entrati in vigore i Livelli Essenziali di Assistenza, che stabiliscono le prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale ( prestazioni incluse nei L.E.A.)  e quelle escluse dal rimborso pubblico e a carico del richiedente.

L’introduzione dei LEA ha rappresentato l’inizio di una nuova fase per la tutela sanitaria del nostro paese, nel tentativo di rendere omogenea la quantità e la qualità delle prestazioni e di rendere più uniforme ed equo sul territorio l’accesso alle prestazioni sanitarie, abbreviando i tempi di attesa del cittadino.

  Tra le disposizioni fornite dalla Regione Piemonte ritroviamo:

APRILE 2002 : D.G.R. Piemonte n.57-5740 – 3 aprile 2002 – “ Attuazione D.L. 19/09/2001 n 347, convertito con Legge 16/11/2001 n 405, recante interventi urgenti in materia di spesa sanitaria; recepimento D.P.C.M. 29/11/2001 relativo alla definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Individuazione interventi conseguenti”

Allegato A: Criteri e modalità di applicazione del DPCM 29/11/2001 recante la definizione dei LEA. L’allegato dà indicazioni su:

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Prestazioni di cui agli allegati 2A)  e 2B) al DPCM 29/11/2001. Distingue prestazioni totalmente escluse dai LEA ( all 2A) da prestazioni erogabili solo secondo specifiche indicazioni cliniche ( all 2B)

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 Prestazioni con profilo organizzativo potenzialmente inappropriato e appropriatezza dei tempi di erogazione

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Fornitura di materiale extratariffario

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Materiale d’uso

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Materiale di medicazione

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Prodotti aproteici

  LUGLIO 2002 : Allegato 1 alla DGR Piemonte nr 49-6478 1/7/2002 Linee Guida e Percorsi Terapeutici per la realizzazione del percorso del paziente riabilitativo.

Da adottarsi da strutture sanitarie pubbliche e private provvisoriamente accreditate  con il SSR per attività ambulatoriali di RRF.

L’allegato evidenzia lo specifico compito del fisiatra di collegare  “menomazione/categoria di disabilità”. Pertanto identifica 6 tipologie di  progetti riabilitativi corrispondenti alle 6 tipologie di disabilità.

DISABILITA' 1: DISABILITA’ CHE RICHIEDONO, PER LA GRAVITA’ DELLA NON AUTOSUFFICIENZA, PER INTENSITA’ E TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI TERAPEUTICO-RIABILITATIVI, IL RICOVERO ORDINARIO O DAY HOSPITAL IN AMBIENTE OSPEDALIERO SPECIALISTICO-RIABILITATIVO.

DISABILITA' 2: DISABILITA’ COMPLESSE CHE NON RICHIEDONO RICOVERO, MA UN INTERVENTO, PER COMPETENZA E/O ATTREZZATURE ALTAMENTE SOFISTICATA.
bulletConseguenze di lesioni del SNC – SNP, in fase di recupero
bulletConseguenze di patologie ortopedico-traumatologiche
bulletConseguenze di patologie oncologiche.
bulletDisfunzioni del sistema autonomo

DISABILITA’  3: DISABILITA’ DI ENTITA’ RILEVANTE, CRONICHE O IN FASE DI  STABILIZZAZIONE CHE RICHIEDONO UN INTERVENTO RIABILITATIVO NON COMPLESSO, NE INTENSIVO, MA PROTRATTO NEL TEMPO.

bulletConseguenze di lesioni del SNC – SNP
bulletConseguenze di patologie ortopedico-traumatologiche
bulletConseguenze di patologie oncologiche
bulletDisfunzioni del sistema autonomo
bulletConseguenze di patologie cardio-respiratorie
bulletPatologie vascolari periferiche

DISABILITA’ 4: DISABILITA’ DI ENTITA’ CONTENUTA, DI RECENTE INSORGENZA ED A RAPIDA SOLUZIONE

bulletPatologie ortopedico-traumatologiche

DISABILITA’ 5:  DISABILITA’ CRONICHE STABILIZZATE DI ENTITA’ CONTENUTA, PER LE QUALI POSSONO ESSERE NECESSARI INTERVENTI RIABILITATIVI DI MANTENIMENTO O DI PREVENZIONE DEL DEGRADO MOTORIO FUNZIONALE ACQUISITO E/O UN’ATTIVITA’ DIDATTICO-INFORMATIVA.

bulletPatologie ortopedico-reumatologiche
bulletPatologie metaboliche dell’osso

DISABILITA’  6: DISABILITA’MINIMALI CRONICHE I CUI INTERVENTI RIABILITATIVI SONO CARATTERIZZATI PREVALENTEMENTE DA PRESTAZIONI DI TERAPIA STRUMENTALE.

bulletOsteoarticolari degenerative ( poliartrosi) a prevalente componente infiammatoria/algica.

In base al percorso sopra individuato, nell’allegato sono definiti ulteriormente i criteri di inclusione secondo i quali le disabilità individuate devono essere trattate secondo i vari livelli di specializzazione. Sono inoltre specificati i criteri di esclusione, il tipo di erogatore ( I –II – III livello), l’accesso  ( visita fisiatrica),  la codifica (le prestazioni devono essere codificate sia dal codice di disabilità  che dal codice di patologia ICD-CM), le prestazioni (Nomenclatore Regionale), il pacchetto di disabilità, gli indicatori ( tempi di attesa, paziente, tipologia di disabilità, livello). I tempi di erogazione e la durata delle sedute rimandano al nomenclatore Tra gli esempi esplicitati nei criteri di inclusione, le prestazioni logopediche si ritrovano solo in alcune disabilità ( 2-3) ; le restanti prestazioni sono tutte di competenza fisioterapica.

  L’allegato, inoltre, definisce il percorso del paziente riabilitativo. In base alla disabilità il paziente verrà inserito in un progetto e in una struttura di I – II – II Livello

Riflessione: ritroviamo tutti i codici del Nomenclatore, ma non tutti i quadri del Catalogo Nosologico.

 OTTOBRE 2002 : La Regione Piemonte invia indicazioni applicative al DGR Piemonte nr 49-6478 1/7/2002  e al DGR  nr 57-5740 03/04/02 - Linee Guida e Percorsi Terapeutici per attività ambulatoriale di recupero e rieducazione funzionale.

1. Definizione del progetto riabilitativo: Il paziente è indirizzato al fisiatra da parte del medico per la valutazione del quadro clinico-patologico finalizzato all’eventuale attivazione del progetto riabilitativo.

A)    LA SCHEDA. Il fisiatra predispone alla prima visita una scheda contenente:

  1. dati anagrafici del paziente

  2.  elementi anamnestici significativi

  3. valutazione funzionale con conseguente codifica della disabilità

  4. codice della dignosi secondo la classificazione ICD-9CM

  5. progetto riabilitativo individuale ( elenco di prestazioni con eventuale visita di controllo e prognosi riabilitativa

       La scheda potrà essere integrata da ulteriori dati. Viene consegnata al paziente e tenuta in copia presso l’ambulatorio.

B)     Le prestazioni. L’indicazione delle prestazioni deve essere comprensiva del codice come da nomenclatore.

C)    INDICAZIONI PARTICOLARI. Se lo specialista ritiene di integrare nel progetto riabilitativo le prestazioni escluse dai LEA, saranno a carico del paziente secondo il Nomenclatore tariffario.

2. Monitoraggio. È prevista la rilevazione dei dati riferiti alle disabilità e al codice di diagnosi per la valutazione delle linee guida individuate. Si utilizzano per il monitoraggio un insieme di indicatori che permettano di monitorare l’applicazione delle linee guida al fine di correggere le eventuali anomalie.

  Compito della Conferenza Stato Regioni è di monitorare la spesa sanitaria, verificando i LEA effettivamente erogati e la corrispondenza ai volumi di spesa stimati e previsti.

I dati rilevati al 24 Luglio 2003 hanno dimostrato una variabilità tra le Regioni stesse, che testimonia una diversa modalità di informazione, su cui si sono fortemente impegnate le regioni nel ridurre le differenze nei sistemi di rilevazione dei costi. Ciò evidenzia la necessità di omogeneizzare le tipologie dei servizi e delle prestazioni oggetto di rilevazione.

  Siti di interesse:

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www.regione.piemonte.it

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www.governo.it/governoinforma/dossier/Lea

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http://www.areas.it/